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La rete viaria antica

Presenze Romane nel territorio del medio Friuli, a cura di T. Cividini e P. Maggi
Presenze Romane nel territorio del medio Friuli, a cura di T. Cividini e P. Maggi

Fino a poco tempo fa si riteneva che la bassa pianura non fosse sostanzialmente stata interessata dall'opera dei coloni e dei gromatici romani, impediti dalla natura paludosa o comunque difficile del terreno. Recenti studi hanno tuttavia messo in luce tracce di centuriazione anche in questo territorio; evidentemente la sistemazione agraria romana è stata in questi luoghi cancellata dai mutamenti provocati dalla natura e dalle ripetute opere di bonifica, forse soprattutto dall'imperversare delle acque in epoca medioevale.

L'orientamento della rete stradale è rimasto sostanzialmente immutato nella parte settentrionale del territorio, dove rispecchia tuttora quello della centuriazione romana. Non così a valle, nei quali luoghi, se esisteva un tracciato parallelo a questo, ovvero a cardini e decumani, esso è quasi del tutto scomparso. Vi si nota invece una serie di strade parallele, che salgono da sud a collegare quelle aree con il nord; si tratta di tracciati documentati fin dall'epoca medievale, quando evidentemente supportavano il traffico commerciale fra le due aree.

Il fatto, tuttavia, che gran parte di esse portino il nome di "levada", fa supporre che si tratti di strade costruite in epoca romana, magari tarda o tuttalpiù in età alto-medievale, essendo tale nome diventato successivamente improduttivo. Possiamo dunque elencare la Strada comunale detta Levada che da Torsa conduce a Talmassons e le due "levade" di Flambro: la Gran Levada o La Grande, anticamente di maggiore importanza, e la Piccola Levada o La Picule. Ambedue congiungevano Flambruzzo a Flambro e da esse hanno preso il nome svariate rogge e molti terreni; ritengo peraltro, per motivi che non è qui opportuno dilungarsi ad illustrare, che esse abbiano avuto una fondamentale funzione nello sviluppo della villa di Flambro e nel far acquisire importanza tale al luogo, da farlo divenire sede di una pieve già dal X secolo all'incirca.

Per importanti approfondimenti vedi: "Presenze Romane nel territorio del medio Friuli, a cura di T. Cividini e P. Maggi
Per importanti approfondimenti vedi: "Presenze Romane nel territorio del medio Friuli, a cura di T. Cividini e P. Maggi

Numerose altre "levade" percorrevano la bassa pianura con lo stesso orientamento; possiamo senz'altro ricordare quella, già citata,  che univa Castions di Strada con Marano, posta immediatamente a est del territorio di nostro interesse; un'altra ancora è la Levatta, situata invece appena a ponente del territorio indagato e che da Virco porta a Flambruzzo.

Un posto particolare, nel discorso riguardante la rete viaria antica, occupano la Stradalta, già Postumia e la strada, parallela a questa ma dislocata un chilometro più a valle, sulla quale sono situati i paesi; attualmente è conosciuta come Strada provinciale Ungarica, ma non va confusa con la Ungaresca, che coincide con la Stradalta e fu così chiamata in seguito alle scorrerie cui gli Ungari sottoposero il Friuli nel IX secolo. Assunse il nome di "Stradalta" proprio per distinguersi da quella parallela posta poco più a valle, che attraversa i paesi e si presume di poco più antica. La storia della "Stradalta" risale al periodo romano ed è legata alle più grosse vicissitudini della media pianura friulana.